Negli ultimi anni la saldatura laser si è affermata come una tecnologia chiave nel settore orafo. Proprio per questo, parlare di sicurezza laser nelle aziende orafe non è più un tema “da addetti ai lavori”, ma un passaggio operativo che incide su continuità produttiva, tutela delle persone e conformità normativa.
La capacità del laser di concentrare e controllare l’energia su aree estremamente ridotte (fino a 0,1 mm) consente interventi di alta precisione su microcomponenti, gioielli e pietre preziose, preservandone estetica e integrità strutturale.
Questa diffusione è stata trainata dalla crescente esigenza di qualità, precisione ed efficienza produttiva. Tuttavia, all’aumento delle prestazioni corrisponde anche una maggiore attenzione da dedicare alla sicurezza. Il laser, infatti, è a tutti gli effetti una sorgente di rischio e deve essere gestito nel rispetto di un quadro normativo ben definito.
Nel settore orafo, il rischio laser può essere “subdolo” perché nasce durante operazioni brevi e ripetute: microsaldature, rifiniture, lavorazioni su superfici metalliche altamente riflettenti. Ed è qui che procedure, DPI e protezioni integrate fanno la differenza.
In Italia, l’utilizzo dei laser nei luoghi di lavoro è regolato dal D.Lgs. 81/2008, Testo Unico sulla Sicurezza sul lavoro. In particolare, il Titolo VIII – Capo V disciplina l’esposizione dei lavoratori alle radiazioni ottiche artificiali (ROA), includendo i sistemi laser industriali.
Il legislatore pone particolare attenzione ai potenziali effetti nocivi sugli occhi e sulla cute, rendendo obbligatoria una gestione strutturata del rischio.
Il datore di lavoro che utilizza saldatrici laser all’interno di laboratori e aziende orafe è tenuto a:
La normativa nazionale recepisce inoltre gli standard internazionali IEC, applicati tramite la norma CEI EN 60825-1, riferimento fondamentale per la classificazione dei laser e la definizione delle misure di sicurezza.
Nota operativa sul Documento di Valutazione dei Rischi: oltre al DVR “generale”, è tipico gestire anche un focus dedicato alle ROA (laser compresi), con procedure, ruoli, DPI, manutenzioni, controlli e registrazioni di formazione.
Dettaglio della camera di saldatura: fascio laser visibile sopra una piastrina.
La classificazione del laser rappresenta il primo passo per una corretta gestione della sicurezza. Essa consente di identificare il livello di rischio e di adottare le misure di protezione più adeguate.
Secondo la norma CEI EN 60825-1, i laser si classificano in diverse classi di rischio (1, 1C, 1M 2, 2M, 3R, 3B e 4), in base al potenziale di pericolosità.
Tabella riassuntiva delle 8 classi di rischio laser secondo la norma CEI EN 60825-1, basata sul potenziale di pericolosità. (SCARICA L'IMMAGINE)
Le saldatrici laser utilizzate nel settore orafo rientrano generalmente nella Classe 4, la più elevata. In questi sistemi, la radiazione laser è accessibile all’operatore e può comportare rischi significativi se non adeguatamente controllata.
I laser di Classe 4 possono:
Per questo motivo, la norma impone l’adozione di misure di sicurezza rigorose, sia tecniche sia amministrative, secondo una precisa gerarchia di intervento:
Oltre agli obblighi generali previsti dal D.Lgs. 81/2008, nella pratica una gestione efficace e ordinata della sicurezza laser include:
In parole semplici: non basta avere una macchina potente e precisa. Serve anche una postazione ben progettata e un modo di lavorare che riduca i rischi, ogni giorno.
Le saldatrici laser Orotig, conformi alla norma CEI EN 60825-1, sono sviluppate secondo un approccio di safety by design, che integra la sicurezza fin dalla fase di sviluppo della macchina.
Questa filosofia consente un utilizzo sicuro e continuativo, riducendo il rischio per l’operatore senza compromettere le prestazioni.
Le saldatrici laser Orotig integrano:
Dettaglio della saldatrice laser Evo X Tech: tutte le caratteristiche di sicurezza progettate by design. (SCARICA L'IMMAGINE)
Un’importante evoluzione normativa è rappresentata dalla pubblicazione della norma CEI 76-17, entrata in vigore nel 2024, che ha introdotto i profili degli Esperti di Sicurezza Laser (ESL).
In particolare:
L’ESL, assimilabile a livello internazionale al Laser Safety Officer (LSO), aiuta a coordinare aspetti come formazione, procedure e verifiche di conformità.
Accanto all’ESL, restano centrali anche:
Una gestione efficace del rischio laser passa anche attraverso formazione specifica e competenze specialistiche.
Grazie alla presenza di professionisti esperti e qualificati, Orotig affianca le aziende del settore orafo offrendo:
Nel settore orafo, la sicurezza laser non è solo un obbligo normativo, ma un investimento strategico. Un ambiente di lavoro sicuro riduce il rischio di incidenti, tutela le persone e contribuisce a migliorare l’efficienza produttiva.
L’adozione di tecnologie certificate, protocolli di sicurezza strutturati e percorsi formativi dedicati consente alle aziende di affrontare il futuro con maggiore consapevolezza, professionalità e competitività.
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